I. CONTRIBUTI: Alfredo Imbellone

lunedì 05 aprile 2021

 

NEL MONDO DEI FILOSOFI NESSUNO È STRANIERO

 

 

Ho terminato la lettura de Il mondo dei filosofi. Visioni e testi della ricerca filosofica dalle origini all'età contempornea di Giuseppe Cappello (Armando Editore 2021): una storia della filosofia occidentale attraverso il pensiero dei suoi protagonisti da Talete a Karl Löwith. Non si tratta di un manuale di storia della filosofia, in quel caso l’opera avrebbe dovuto essere articolata in più volumi. Come l’autore spiega nella prefazione è un viaggio attraverso lo studio di come l’umanità in questa parte del globo si sia interrogata sul mondo e su se stessa che si impegna a comprendere il mondo, una narrazione di come i concetti di physis e logos abbiano trovato la loro sintesi ermeneutica nel pensiero dei filosofi passati in rassegna.

 

Cappello non aggiunge all’opera quella che è la sua visione personale, ma emerge dalle 450 pagine di cui si compone il volume, tutta la passione dell’autore sui temi dell’ontologia e della gnoseologia e del loro continuo intrecciarsi che costituisce il filo rosso del libro. Sono i filosofi analizzati a raccontare il dipanarsi della questione nei secoli, tramite una sapiente costruzione dell’autore che integra citazioni dirette, spezzoni di critica filosofica, informazioni biografiche in una struttura narrativa che rende la lettura scorrevole e appassionante.

 

Cappello non prende le parti di questo o quel filosofo, restituendo di ciascuno quel che è il contributo al tema conduttore dell’opera: l’intreccio di physis e logos, come già detto. L’invisibile presenza autoriale è tuttavia un puro espediente editoriale, dal momento che le scelte dei filosofi trattati nel libro, la parte del loro pensiero che viene presa in considerazione, gli accostamenti tra autori delineano a chiare lettere quello che è il profilo di Giuseppe Cappello: figura di intellettuale con spiccato impegno civile che della passione filosofica fa ragione di vita in una fitta rete di relazioni a partire dal mondo scolastico dove lavora come insegnante di storia e filosofia di liceo, fino a una costante presenza sui giornali in interlocuzione epistolare. La poliedricità di Cappello si può ben cogliere dal suo sito web personale dove si definisce insegnante e scrittore e trovano spazio, oltre agli scritti e alle videolezioni di filosofia, le sue colte produzioni poetiche, inaspettate e stimolanti escursioni nel mondo della musica e del calcio, fino a un tributo alla notevole pittura del padre, Biagio Rosario (1926 –2012) appartenente alla cerchia di Renato Guttuso. 

 

Il primo capitolo del libro dedicato ai filosofi antichi pone le basi dell’intera opera. Qui Cappello dà il meglio nel far parlare direttamente i filosofi trattati in una ricca maglia di citazioni che ben si incastrano con una spiegazione autoriale di geometrica chiarezza. Che la filosofia dell’antica Grecia rappresenti per Cappello il fondamento del successivo sviluppo del pensiero occidentale e parli direttamente all’oggi lo si coglie già dall’introduzione all’opera, con richiami continui alle parole chiave dal greco che rappresentano i mattoni alla base della costruzione filosofica: physis e logos, ma anche nomosarchènoustechneeidosD’altronde Cappello svela nei ringraziamenti finali di aver ricevuto in dono dalla madre Maria Rosaria, professoressa di italiano, latino e greco, quella formazione di cultura classica che ha poi coltivato e sviluppato nel corso di tutta la vita; confermata e rafforzata dall’incontro con uno dei suoi maestri, Gabriele Giannantoni, relatore di laurea alla Sapienza di Roma. In effetti, la mia conoscenza letteraria di Cappello risale a un delizioso gioiello editoriale che ebbi tra le mani qualche anno fa: il suo libriccino Viaggio in Grecia. un itinerario fotografico della Grecia classica con a fronte storia, miti, letteratura e filosofia dell'antica civiltà ellenica (Trento 2015). C’è d’altronde chi dice che la filosofia occidentale non sia altro che una declinazione di quanto già posto da Eraclito e Parmenide. Sebbene tale affermazione contenga una parte di verità per saper rendere l’importanza di questi due autori, il libro di Cappello mostra come una simile semplificazione non renda giustizia dell’articolato e complesso sviluppo del pensiero in cui già i filosofi naturalisti delle origini (Talete, Anassimene, Anassimandro) e Pitagora avessero posto alcuni dei temi ed altri se ne siano aggiunti nei secoli e millenni che seguirono, fino a comporre quel variegato puzzle che in maniera quasi circolare Cappello fa concludere nell’ultimo capitolo, dedicato ai filosofi contemporanei, con Löwith a suggerire l’incessante ritorno da parte dell’umanità sulle domande di cosa sia il mondo e come noi lo conosciamo.

 

L’autore sceglie di presentare i filosofi trattati in capitoli tematici che costituiscono la scansione del percorso riflessivo: si parte dai filosofi antichi (Talete, Anassimene, Anassimandro, Pitagora, Eraclito, Parmenide, Empedocle, Anassagora, i Sofisti, Socrate, Platone, Aristotele, Democrito, Epicuro, Zenone, Pirrone, Plotino), seguiti dai filosofi medievali (Agostino, Scoto Eriugena, Avicenna, Averroè, Maimonide, Anselmo d’Aosta, Abelardo, Tommaso d’Aquino, Duns Scoto, Ockham) per giungere al corpo centrale dell’opera rappresentato dai filosofi moderni (Lutero, Bruno, Pascal, Cartesio, Spinoza, Leibniz, Locke, Hume, Kant, Fichte, Schelling, Hegel, Feuerbach, Marx, Darwin, Comte) e concludere con i filosofi alto-contemporanei (Schopenhauer, Kierkegard, Nietzsche, Freud) e contemporanei (Husserl, Heidegger, Gadamer, Sartre, Derrida, Barth, Bonhoeffer, Rahner, Wittgenstein, Popper, Löwith).

 

Le qualità che appaiono del tutto evidenti del libro di Cappello sono la chiarezza e la sintesi. Una prosa colta, ma non erudita, che scandisce in maniera cristallina i passaggi concettuali e aiuta il lettore a cogliere gli aspetti degli autori trattati. Una chiarezza dello scrivere che non scade mai nella semplificazione, tanto che rimane la complessità di taluni autori, ma consente di cogliere il filo del ragionamento senza obnubilazioni. L’esempio forse più riuscito in tal senso è la trattazione della filosofia di Hegel nel terzo capitolo del libro dedicato ai filosofi moderni. Venti pagine, più che per qualsiasi altro nell’opera, dedicate a quello che è ritenuto uno dei maggiori filosofi di tutti i tempi e che grazie alla scrittura di Cappello, debitore per sua stessa ammissione nei confronti della lezione di Francesco Valentini, viene reso comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Originale e riuscitissimo nello stesso capitolo l’accostamento che Cappello propone per Lutero, Bruno, Pascal, presentati insieme quali protagonisti della rivoluzione teologica dell’età moderna. Così come di estremo interesse l’aver inserito tra gli autori scelti Charles Darwin e la sua teoria dell’evoluzione, emblema di quell’idea di autarchia della natura che per Cappello, interlocutore assiduo del filosofo Orlando Franceschelli che di tali temi ha lungamente scritto, rappresenta una delle polarità che hanno pieno titolo nel discorso su physis e logos. Per il resto ogni ritratto di filosofo si attesta su una media di dieci pagine, più spesso meno, superandole solo nel caso di alcuni dei più grandi (Platone, Agostino, Tommaso, Kant, Marx). Questo dono della sintesi, con la giusta misura che eviti la superficialità senza con questo appesantire la lettura, rendono il libro di Cappello una preziosa risorsa di studio e consultazione. Non è un manuale di storia nei classici tre volumi che gli si confarebbero ma non non è neanche un libro di semplice divulgazione ridotto a un centinaio di pagine. Il mondo dei filosofi è piuttosto un raffinato vademecum, capace di suscitare interesse e riflessione e di costituire allo stesso tempo un riferimento da avere come compagno di viaggio.

 

Proprio questo suo formato dice molto sul pubblico al quale si rivolge Il mondo dei filosofi e mi fornisce l’occasione di spiegare anche perché ne scrivo. Nella mia attività non mi occupo infatti nello specifico di filosofia, insegno matematica al liceo, e, con la laurea in fisica, le mie letture principali riguardano l’ambito scientifico. Per il resto leggo di tutto, soprattutto saggistica, molta storia, politica, sociologia, ma anche linguistica, architettura, geografia. Quando mi capita di scrivere intervengo per lo più su questioni scolastiche, un po’ per lavoro un po’ per via dell’esperienza decennale nel campo delle tecnologie applicate alla didattica. Difficilmente scrivo di cose che non conosco adeguatamente, e fatte salve alcune sortite su temi epistemologici è forse la prima volta che recensisco un libro di filosofia, mantenendole come interessi da coltivare da semplice fruitore. Mi è capitato di leggere alcuni libri di filosofia, anche dal taglio storico divulgativo, ma se devo pensare al contenuto maggiormente filosofico dei miei interessi lo ritrovo nelle letture scientifiche che conduco con passione e interesse dopo aver terminato gli studi universitari. Mi riferisco al dibattito iniziato da Bohr ed Einstein sui fondamenti della meccanica quantistica; le teorie fisiche cosmologiche, così come tutti i tentativi di unificazione delle spiegazioni fisiche del mondo (teoria delle stringhe, gravità quantistica a loop). In queste che sono per me letture costanti ritrovo un contenuto filosofico avanzato, proprio nei termini ontologici e gnoseologici di cui Cappello con la sua opera vuole evidenziare l’importanza. Da questo punto di vista, pur non essendo un addetto ai lavori, considero del tutto naturale occuparmi di filosofia. Mi sentirei anzi monco nell’affrontare questi temi. Non sempre è facile riuscire ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenze filosofiche perché vi sono letture ostiche, linguaggi specialistici, linee di pensiero ampiamente sviluppate di cui è complicato recuperare il tratto già percorso. Lo stesso, forse anche con un maggior grado di chiusura, lo si potrebbe dire nei confronti del sapere scientifico. Ma lì per fortuna dispongo di una cassetta degli attrezzi più ampia che mi mette nelle condizioni di seguire con maggior facilità.

 

Il libro di Giuseppe Cappello mi sembra abbia proprio questa precisa funzione e sappia svolgerla meglio di altri: mettere le persone in grado di impossessarsi degli strumenti e degli orizzonti di base della filosofia da poter utilizzare nel proprio sforzo di comprensione del mondo in qualsiasi campo essi operino. È insomma un libro di filosofia per non filosofi in cerca di poter integrare la filosofia nel loro bagaglio culturale. È quella lettura e riflessione che chi va in cerca di tale obiettivo deve fare, dopo aver terminato il proprio ciclo di studi, dopo aver trovato la sua strada, i suoi interessi, per riconquistare, ben al di là del nozionismo scolastico, l’idea profonda di filosofia che possa accompagnarlo nel proprio percorso. Perché la filosofia può e deve stare in molte delle cose che facciamo, perché nel mondo dei filosofi nessuno è straniero.

 

di Alfredo Imbellone 

(docente di matematica e fisica nei Licei) 

Il nome di Karl Löwith è spesso associato ai suoi lavori di storia della filosofia e alla sua attività di "scepsi storiografica"  (segue)

O. Franceschelli - Intervista su Karl Löwith

Karl Löwith - Treccani.it

Karl Löwith - New School Philosophy

S. Griffioen, Contesting modernity in the German secularization debat: Karl Löwith, Hans Blumenberg and Carl Schmitt in polemical contexts, Brill, Leiden, 2022.

Donaggio E., Karl Löwith: eine philosophische Biographie, tr. ted. di A. Staude con la collaborazione di M. Rottman, J.B. Metzler, Berlin, 2021.

Nuova edizione

Löwith K., Dio, uomo e mondo nella metafisica da Cartesio a Nietzsche, a cura di O. Franceschelli, Donzelli, Roma, 2018.

Karl Löwith, Sul senso della storia, a cura di M. Bruni, Mimesis, 2017.

Heidegger M., Löwith K., Carteggio 1919-1973: Martin Heidegger e Karl Löwith, edizione critica di A. Denker, a cura di G. Tidona, ETS, Pisa, 2017.

Fazio G., Il tempo della secolarizzazione. Karl Löwith e la modernità, Mimesis, Milano-Udine, 2015.

A. Tagliapietra, M. Bruni (a cura di), Le Rovine, ossia meditazione sulle rivoluzioni degli imperi, traduzione di M. Bruni, Mimesis, 2016.

Premio Nazionale Filosofia Frascati - 2016

Società Natura Storia. Studi in onore di Lorenzo Calabi, a cura di A. Civello, Edizioni ETS, 2016.

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11.04.2022